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Mag 03

The Exorcism of Emily Rose

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 L′avvocatessa carrierista e agnostica Erin Bruner accetta di rappresentare la difesa del sacerdote cattolico padre Moore, accusato dell′ omicidio della giovane Emily Rose, morta durante un rituale di esorcismo. L′accusa sostiene che la ragazza soffriva di epilessia psicotica e l′intervento dell′esorcista, che ha intralciato le cure mediche di Emily, è stato fatale per la paziente. L′Arcidiocesi vorrebbe far tacere padre Moore, per non far scoppiare uno scandalo, ma il sacerdote vuole raccontare tutta la verità ed illustrare per filo e per segno ogni passaggio della possessione di Emily Rose.

Presentato fuori concorso all′ultimo festival di Venezia e grande successo al suo esordio al botteghino in Usa, “The exorcism of Emily Rose” è un curioso mix tra il dramma giudiziario e l′horror demoniaco. Il film è ispirato a un vero fatto di cronaca ( la frase “Tratto da una storia vera” è sempre più frequente nelle locandine dei film horror degli ultimi tempi ) che ha visto nel 1976 la morte di Anneliese Michel, una ragazza tedesca poco più che ventenne, deceduta durante una pratica di esorcismo; il sacerdote che praticò il rito fu accusato di omicidio colposo a causa di negligenza nei confronti della paziente, ritenuta soggetta ad epilessia e a problemi di natura schizofrenica. Questa trasposizione cinematografica, si dipana quindi su due registri ben differenti: da una parte abbiamo la stesura da legal thriller, che occupa il buon 70% del film; dall′altra un restante 30% affidato ai flashback che raccontano la drammatica vicenda della presunta indemoniata, illustrata tramite generose e shockanti scene horror. I due livelli filmici sembrerebbero quasi inconciliabili tra loro, ma vedendoli mixati in questa pellicola si può ammettere che Scott Derrickson ( regista e sceneggiatore del film ) è riuscito nell′impresa: le parti ambientate nell′aula di tribunale sono incalzanti e riescono a destare l′interesse dello spettatore; le parti che riguardano la possessione e l′esorcismo riesco addirittura ad essere agghiaccianti. Infatti uno dei meriti maggiori del film ( almeno per il pubblico che ama il genere horror ) è l′impressionante realismo con cui è stata affrontata e mostrata la vicenda della possessione; quindi niente vomito verde, niente rotazione del capo, niente levitazione, ma solamente urla abominevoli, contrazioni nervose al limite dell′umano, pupille dilatate e ferite autoinflitte. Realismo, dunque, che concede il minimo spazio all′effettistica ( ci sono solo le allucinazioni di Emily che strizzano l′occhio ai più banali effettacci da horror di serie B ) e che tutto punta sull′ambiguità della vicenda: Emily Rose era davvero posseduta dal demonio ( o meglio, da 6 demoni! ), oppure la sua era un′autentica epilessia degenerata in seguito a credenze superstiziose alimentate dall′ambiente bigotto in cui la ragazza è cresciuta? Il film non vuole dare una risposta a tutto ciò e giustamente non potrebbe, ma è questo, probabilmente, l′aspetto più attuale e scottante della pellicola: l′eterno conflitto tra fede e scienza. La pellicola instaura un approccio molto più laico in confronto agli innumerevoli horror demoniaci che l′hanno preceduta, anche se si concede qualche flessione nei cliché più abusati del filone; avremo quindi crocifissi che si capovolgono durante l′esorcismo; la ragazza posseduta che viene legata al letto e parla lingue sconosciute, animali che agiscono da tramiti per il demonio, ecc.; caratteristiche forse inserite per accontentare anche il pubblico più affezionato al cinema horror.
Gli interpreti sono di ottimo livello: si va dalla bravissima Laura Linney, nel ruolo dell′avvocatessa protagonista, scettica che accetta il caso solo per un salto di carriera, ma che si trova a rivedere il proprio rapporto con la fede; a Tom Wilkinson, nella parte di padre Moore, un uomo tormentato ma forte; fino alla impressionante e convincente interpretazione di Jennifer Carpenter nel ruolo di Emily Rose.
In conclusione “The exorcism of Emily Rose” è un horror anomalo e originale, ben lontano dalla frivolezza di molte recenti pellicole splatter ( pur sempre graditissime! ), che si avvale di una regia sicura, di un cast di prima qualità e di efficacissime scene di possessione da far accapponare la pelle. Si può considerare un′operazione riuscita.

 

                 

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The Exorcism of Emily Roseultima modifica: 2009-05-03T13:32:00+00:00da artese11
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